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Il
raccard (o rascard) a schiera, è stato costruito,
con tronchi di larice su dei pilotis, funghi di legno e pietra,
che favorivano la ventilazione e impedivano ai roditori di salire. Veniva
utilizzato per immagazzinare il fieno ed i covoni di grano, per la trebbiatura
e l’essicazione dei cereali autunnali: orzo e avena. Le sale espositive
all'interno del raccard, sono dedicate alle attivita' agricole e pastorali.
Sala 1: Il fieno
Sala 2: Il grano
Sala 3: Il mulo
Sala 4: La mucca

La
grange (o grandze) è stata edificata con le stesse tecniche di costruzione
del raccard. L’area centrale veniva utilizzata per la battitura del
grano; negli tsé vi sono esposti gli oggetti utilizzati
per la preparazione dei prodotti tipici della cultura contadina, gli
attrezzi boscaiolo e del falegname.
Sala
5: il latte
Sala 6: il pane
Sala 7: la carne
Sala 8: il boscaiolo
Sala 9: il falegname
Il grenier,
edificato su un basamento di pietra, era utilizzato per la conservazione
delle provviste. La parte superiore, costruita con tavole di legno squadrate
e perfettamente incastrate tra loro, è suddivisa in piccole cellule,
che appartenevano ai diversi nuclei famigliari.


Al
piano terra del rascard ha sede una mostra permanente, sempre accessibile
che, con testi e disegni, quasi in un percorso iniziatico, conduce il
visitatore ad esplorare e ritrovare il passato emozionante e suggestivo
del villaggio.
Il
sito per la costruzione del primo nucleo abitativo venne scelto con
cura; questa località ai piedi della Tsan, ricca d’acqua,
ben esposta e facilmente difendibile, non poteva passare inosservata.
La comunità dei residenti, attraverso i secoli, in stretta collaborazione,
ha disboscato, dissodato, scavato ruscelli, costruito terrazzamenti
e tutte le strutture necessarie.
La vita, il funzionamento, lo sviluppo sociale alla base della comunità
sono degni di nota. Gli abitanti del villaggio vivevano in simbiosi
con il territorio, al ritmo delle stagioni e dei lavori agricoli; la
loro vita si era concentrata intorno all’abitazione, alla stalla
e al fienile, ai locali per la conservazione dei prodotti ed agli edifici
collettivi: la latteria, il mulino, il forno, la scuola e la cappella.
Lo sfruttamento del terreno era razionale. Quasi tutte le famiglie possedevano
terreni in fondovalle, a Chambave. In primavera e in autunno si trasferivano
a la plaine per coltivare la vigna, gli orti e gli alberi da
frutta.

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